MyMangoHome: Il PROGETTO DI UNA CASA PER I RAGAZZI DI KYDA

A inizio 2014 comincia il processo di progettazione di MyMangoHome, una casa per i ragazzi di KYDA. L’obiettivo di TUgende è quello di creare un’architettura che appartenga al luogo, in grado di rispondere alle specificità del contesto in cui si va ad inserire e alle esigenze di chi lo abita.
La progettazione si è compone di differenti fasi: dall’analisi di progetti simili per presupposti e tecniche costruttive, passando poi per lo studio del contesto e dell’architettura locale, attraverso l’esperienza diretta del luogo, fino all’elaborazione del progetto, che è avverrà nella continua interazione con i ragazzi del KCCP e con la comunità locale.

La partecipazione come metodo di progettazione. 

A marzo 2014 TUgende trascorre un mese a Kawempe con i ragazzi di KYDA e decide di portare avanti un programma di attività ludico didattiche con l’obiettivo di avvicinarsi ai ragazzi, di inda­garne i bisogni, le abitudini, i desideri e allo stesso tempo di fornire loro gli strumenti per esprimere la loro personale idea di casa. Questa esperienza e i dati raccolti rielaborati verrano poi tradotti in disegno architettonico.
La par­tecipazione della comunità alla progettazione, oltre che aiutare a dar vita a un progetto che risponda a necessità reali, sviluppa un senso di appartenenza e di responsabilità che fa sì che il “nuovo” sia accolto e rispettato.

Il workshop ha visto il susseguirsi di differenti fasi:

Conoscersi. Durante i primi incontri con i ragazzi le attività erano mirate alla conoscenza reciproca.
Analisi del contesto. Scoperta del quartiere e dei materiali di cui è costruito lo slum.
Analisi del contesto più prossimo. Comprensione degli spazi della scuola e dell’associazione, gli aspetti positivi e le criticità percepite.
Elaborazione e costruzione di un mini progetto. Costruzione di un complemento d’arredo per la classe, uno scaffale composto da tanti comparti quanti sono i ragazzi.
Condivisione, la mostra. Allestimento di tutti i materiali prodotti nel corso del workshop e presentazione ai leader della comunità.

Il progetto: sostenibilità e autocostruzione

Il progetto nasce dall’esperienza in loco e dai vincoli e presupposti che ci siamo poste: la realizzazione di un’opera da costruire in autocostruzione, un costo di realizzazione sostenibile che presuppone l’utilizzo di materiali e tecniche locali, la durabilità dell’opera che presuppone una cura quotidiana da parte degli utenti, mossi dal fatto di sentire il luogo in cui vivono come proprio.
Il nuovo complesso vuole esplicitare con la sua forma un progetto di sviluppo della comunità nella quale si colloca che non imponga modelli organizzativi estranei alla cultura locale ma che allo stesso tempo eviti di appiattirsi sull’esistente.
L’area di progetto è una porzione di terreno che la scuola Saint Bernard Royal, ha venduto all’Associazione. 
Il progetto si compone di: nuovi locali da destinare alle attività dell’associazione stessa, che si confrontano direttamente con le aule della scuola, un edificio dormitorio che accoglie anche spazi laboratoriali per i ragazzi, una stanza per l’educatore ed eventuali ospiti, e un luogo di culto e ritrovo per la comunità.